Anatomia del reato di Tortura. Riflessi attuali e conseguenze processuali

Articolo scritto da Alessandro Continiello il 14 Gennaio 2019

in Giurisprudenza Penale Web, 2019, 1 – ISSN 2499-846X

di Alessandro Continiello e Giovanni Chiarini

Nel presente contributo si approfondisce la nuova fattispecie di tortura, oggetto di varie polemiche, sia da parte della dottrina che da parte dell’opinione pubblica e politica.

La sua introduzione nel nostro ordinamento ha luogo con la Legge 14 luglio del 2017 numero 110, che ha recepito, con enorme ritardo, le indicazioni contenute nell’ormai risalente, ma attualissima, Convenzione di New York del 1984. Nella predetta Convenzione si faceva infatti riferimento ai principi generali proclamati nella Carta delle Nazioni Unite, per quanto concerne il “riconoscimento dei diritti uguali e inalienabili della famiglia umana” quale fondamento della libertà e della giustizia. Nello specifico, in virtù dell’articolo 55 della Carta, gli Stati sono tenuti “a promuovere il rispetto universale ed effettivo dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali”, alla luce dell’articolo 5 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo nonché dell’articolo 7 del Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici

Tale fattispecie viene introdotta nel codice penale per colmare un vuoto, in quanto, prima della sua entrata in vigore, l’unico reato previsto in punizione della tortura, nell’ordinamento italiano, era quello di cui all’art. 185 bis del codice penale militare di guerra. Esso prevedeva infatti che “Salvo che il fatto costituisca più grave reato, il militare che, per cause non estranee alla guerra, compie atti di tortura o altri trattamenti inumani, trasferimenti illegali, ovvero altre condotte vietategli dalle convenzioni internazionali, inclusi gli esperimenti biologici o i trattamenti medici non giustificati dallo stato di salute, in danno di prigionieri di guerra o di civili o di altre persone protette dalle convenzioni internazionali medesime, è punito con la reclusione militare da uno a cinque anni”.

Come citare il contributo in una bibliografia:
A. Continiello – G. Chiarini, Anatomia del reato di Tortura. Riflessi attuali e conseguenze processuali, in Giurisprudenza Penale Web, 2019, 1

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