“Amore sbarrato”: affettività e sessualità dei detenuti come diritti fondamentali (parzialmente) inattuati. Approccio negazionista del legislatore italiano in una prospettiva di analisi comparata

Articolo scritto da Letizia Cuppari il 13 Febbraio 2019

in Giurisprudenza Penale Web, 2019, 2-bis – ISSN 2499-846X

Giorgio Panizzari era nel “carcere speciale” di Palmi, quando nel ’82, Tonino Paroli, un detenuto militante delle Brigate Rosse, pronunciò alcune parole davanti alla Corte d’Assise di Milano che suscitarono l’interesse dei mass-media, nonché un evidente disagio nei giudici togati e popolari: «Sono già stato condannato in altre occasioni, e probabilmente sarò condannato anche da questa Corte, a svariati anni di reclusione; chiedo perciò che i giudici specifichino nella sentenza a quale “qualità di tempo” sarò condannato: posto che siano dieci anni, […] saranno forse dieci anni di oltraggi ai miei familiari ogni volta che verranno in carcere per un colloquio? Dieci anni di colloquio con in mezzo una spessa lastra di vetro corazzato? Oppure dieci anni di colloqui settimanali in accoglienti salette dove potrò anche consumare il pasto con i miei visitatori…? Saranno? O saranno? Saranno? O saranno?».

In queste righe, l’autore de “Il Sesso degli Angeli”, riesce a cogliere e ad illustrare impeccabilmente, tanto ai profani quanto ai cultori dei problemi penitenziari, le principali criticità di chi viene “ingoiato dal carcere”, dall’istituzione totale per eccellenza che scandisce la vita dell’individuo in ogni suo aspetto: le scelte, gli orari, l’ora d’aria … gli affetti, allocandosi il rischio di ingoiare anche questi, in un percorso ad ostacoli che si risolve in un’ora di permesso per un massimo di sei volte al mese.

A tal proposito, è doveroso porsi una domanda preliminare a cui è subordinata la trattazione dell’intero istituto dei colloqui: cosa è il carcere oggi? Capire cosa sia il carcere oggi rappresenta un punto nevralgico per le ambizioni di bonifica penitenziaria, rimasta in gran parte velleitaria, e per la comprensione dei meccanismi che si collocano alla base dell’intero sistema penitenziario attuale; sistema che risente molto del passato e di cui si possono individuare alcune tappe fondamentali.

Come citare il contributo in una bibliografia:
L. Cuppari,“Amore sbarrato”: affettività e sessualità dei detenuti come diritti fondamentali (parzialmente) inattuati. Approccio negazionista del legislatore italiano in una prospettiva di analisi comparata, in Giurisprudenza Penale Web, 2019, 2-bis

Categorie: ARTICOLI, CONTRIBUTI