Associazione per delinquere e Conspiracy nel contrasto ai White-Collar Crimes (Tesi di laurea)

Prof. relatore: Francesco Mucciarelli

Ateneo: Università Bocconi di Milano

Anno accademico: 2015-2016

Il presente lavoro nasce dalla necessità di comprendere il nuovo volto dei white-collar crimes.

Il tema, drammaticamente attuale, è ispirato agli scandali economico-finanziari che si sono succeduti a partire dal nuovo millennio. Proprio questi ultimi hanno svelato un modus operandi dei “colletti bianchi” per tanti aspetti accostabile a quello delle organizzazioni criminali comuni, manifestando la progressiva evoluzione della criminalità economica verso una forma di organised business crime: i criminals in suit formano societas sceleris “di stampo economico”. Il contesto globalizzato in cui intervengono, l’organizzazione di cui dispongono, l’adozione e l’utilizzo di strategie imprenditoriali sono i principali elementi sintomatici della graduale convergenza di “criminalità nerissima” e white-collar crimes verso un’ambigua zona grigia, in cui i caratteri delle due realtà delinquenziali si fondono in un unicum che rende difficile scinderne i rispettivi confini.

A queste conclusioni è approdata una certa dottrina criminologica che ha coniato diverse formule per descrivere la devianza in questione: “criminalità economica organizzata” o “criminalità organizzata in colletto bianco”.

Posti i necessari rilievi fattuali e studiate le premesse squisitamente criminologiche, la restante parte dell’elaborato ha inteso sviluppare il tema precipuo della trattazione: indagare se e come strumenti giuridici storicamente utilizzati per punire le organizzazioni criminali tradizionali, possano essere impiegati nel contrasto al nuovo volto del “white-collar crime”.

Si è scelto di procedere in un’ottica comparata, guardando all’ordinamento italiano e a quello statunitense e, in specie, comparando il ruolo che a tal fine possono rivestire l’art. 416 c.p. e la cd. conspiracy.

Da un lato, quindi, dopo aver analizzato gli elementi costitutivi dell’art. 416 c.p., si è studiata la recente tendenza giurisprudenziale a concepire le “associazioni per delinquere di colletti bianchi”: procedimenti penali del calibro di Parmalat e Calciopoli hanno mostrato come – in maniera niente affatto dissimile rispetto alle più potenti associazioni criminali – le presunte “cabine di regia”, annidate nelle pieghe dell’organizzazione societaria legittima, si sono servite di quest’ultima per la commissione di reati nella sfera economico-affaristica.

Dall’altro, invece, lo studio del modello americano mostra un sistema giuridico che ha maturato una consapevolezza ben maggiore circa la pericolosità della delinquenza in questione e l’esigenza di approntare adeguati strumenti punitivi. Pertanto, ricostruiti gli elementi della conspiracy “di parte generale”, si sono indagate le figure “di parte speciale” specificamente destinate a questo scopo, nella convinzione che dalla comparazione su un tema siffatto, possa derivare una maggiore “cultura” in capo ai giuristi nostrani sulla devianza dei colletti bianchi, nonché sullo spazio che l’art. 416 c.p. può ritagliarsi per contrastare i fenomeni in esame.