Covid-19 e infortuni sul lavoro in ambito ospedaliero

in Giurisprudenza Penale Web, 2020, 3 – ISSN 2499-846X

Con un’ipotesi di sospetto che gli infetti da Covid19 asintomatici siano 5/10 volte più dei positivi accertati, adottare criteri di tutela differenti per il contatto con sintomatici e asintomatici non corrisponde allo standard della massima sicurezza possibile che, secondo la consolidata giurisprudenza della Suprema Corte, definisce il paradigma per la valutazione della responsabilità del datore di lavoro.

Il principio di precauzione impone di applicare le cautele finalizzate a contrastare il rischio da trasmissione anche al rischio da contatto in ambito ospedaliero. È, dunque, indispensabile tutelare gli operatori sanitari adottando, sempre e comunque, le più rigorose cautele previste per l’ipotesi del contatto con sospetto contagiato, anche in considerazione della circostanza che nell’esercizio dell’attività medica spesso è ineludibile un contatto più che ravvicinato con il paziente ed è dunque impossibile mantenere la famigerata distanza di sicurezza di 1 m.

È urgente che i decisori pubblici comprendano l’entità del problema adottando ogni cautela necessaria per garantire la sicurezza dei sanitari, non solo (e, già questo basterebbe), nell’interesse degli stessi operatori ospedalieri e degli assistiti ma di tutta la collettività.

Come citare il contributo in una bibliografia:
G. Losappio, Covid-19 e infortuni sul lavoro in ambito ospedaliero, in Giurisprudenza Penale Web, 2020, 3