Sulla determinazione dello spazio individuale in cella collettiva a seguito della giurisprudenza della Corte EDU

Magistrato di Sorveglianza di Alessandria, Ordinanza, 7 marzo 2020
Giudice dott. G. Vignera

In tema di determinazione dello spazio individuale in cella collettiva a seguito della giurisprudenza della Corte EDU, segnaliamo l’interessante ordinanza con cui sono stati affermati i seguenti principi di diritto:

– poiché l’art. 35-ter, comma 1, O.P. ha operato un “rinvio formale” all’interpretazione data dalla giurisprudenza europea all’art. 3 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo, tale interpretazione una volta consolidatasi costituisce un elemento integrativo del testo normativo ed è, pertanto, vincolante per i giudici italiani;

– ai fini della determinazione dello spazio individuale in cella collettiva sono vincolanti i criteri fissati dalla Grande Camera di Strasburgo, in base ai quali il calcolo della superficie disponibile non deve comprendere quella del bagno interno, ma deve includere lo spazio occupato dai mobili: ivi compresi (e diversamente da quanto ritenuto dalla Corte di cassazione italiana) gli arredi “fissi” e i letti.

Redazione Giurisprudenza Penale

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