ARTICOLIDIRITTO PROCESSUALE PENALE

La Cassazione si pronuncia in tema di anticipazione dell’udienza e mancata partecipazione dell’imputato

Cassazione Penale, Sez. V, 15 gennaio 2026 (ud. 4 dicembre 2025), n. 1703
Presidente Pistorelli, Relatore Masini

Segnaliamo ai lettori la sentenza con cui la Corte di cassazione si è pronunciata sulle conseguenze derivanti dalla mancata comunicazione della variazione di orario dell’udienza in punto di lesione del diritto dell’imputato di partecipare al processo.

L’orario dell’udienza dibattimentale – si legge nella sentenza – “è stato anticipato alle 11.40 rispetto a quello fissato e comunicato alle parti (12.30) e il sostituto processuale del difensore di fiducia, presente per delega orale del professionista fiduciario, vi ha prestato acquiescenza ed ha, anzi, rinunciato all’audizione dei testi di lista ed affrontato la discussione finale, all’esito della quale il Tribunale ha pronunciato sentenza“.

Tuttavia, “all’udienza cosi anticipata non era presente l’imputata, che non risulta essere stata notiziata e, dunque, posta in condizioni di intervenire, della variazione di orario rispetto a quello ufficiale delle 12.30“.

L’anticipazione dell’udienza rispetto all’ora prefissata – prosegue il collegio – “integra una nullità assoluta ai sensi degli artt. 178 lett. C) e 179 cod. proc. pen., in quanto, impedendo l’intervento dell’imputato e l’esercizio del diritto di difesa, equivale ad omessa citazione“.

La mancata comunicazione della variazione di orario, infatti, “è assimilabile all’ipotesi dell’omessa citazione dell’imputata perché ne ha precluso l’esercizio del diritto a comparire, che naturalmente compete in ogni momento, in caso di rinvio dell’udienza ad altra data, anche all’imputato già dichiarato assente. Si è così realizzata una lesione evidente del diritto dell’imputata di partecipare al processo, emendabile soltanto con la integrale rinnovazione del giudizio in tal modo illegittimamente celebrato“.

Redazione Giurisprudenza Penale

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