Il Legislatore, il giudice e l’allodola. Qualche parola (di troppo?) sulla proposta di riforma della legittima difesa

Articolo scritto da Edoardo Mazzanti il 12 maggio 2017

in Giurisprudenza Penale Web, 2017, 5 – ISSN 2499-846X

Il 4 maggio 2017, la Camera ha approvato la proposta di legge AC-3785 tesa a modificare la disciplina della difesa legittima e, in particolare, della c.d. autotutela in privato domicilio. Il provvedimento rappresenta lo sbocco di un dibattito variegato e serrato, il cui fil rouge risiede nella (trasversale) volontà politica di estendere l’area applicativa del diritto di difendersi all’interno della propria abitazione.

In questa sede, intendiamo offrire un brevissimo commento al testo approvato, concentrandoci esclusivamente sulla tecnica legislativa prescelta; lasceremo da parte, dunque, i profili di opportunità politico-criminale, meritevoli di riflessioni di ben più ampio respiro poiché posti al crocevia di confliggenti, delicatissime istanze giuridiche, politiche, sociali e, da ultimo, mediatiche.

Necessarie, tuttavia, due premesse, giusto per portare un po’ di chiarezza in un tema inquinato da slogan di facile presa ed elettoralmente ben spendibili ma, ad uno sguardo più attento, pericolosamente fuorvianti.

Come citare il contributo in una bibliografia:
E. Mazzanti, Il Legislatore, il giudice e l’allodola. Qualche parola (di troppo?) sulla proposta di riforma della legittima difesa, in Giurisprudenza Penale Web, 2017, 5

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