Profili attuali del contrasto al fenomeno della corruzione e responsabilità degli enti (Tesi di laurea)

Articolo scritto da Francesco Martin il 6 gennaio 2018

Prof. Relatore: Lorenzo Picotti

Ateneo:  Università degli Studi di Verona

Anno accademico: 2016-2017

Il presente elaborato è volto a trattare il fenomeno della corruzione all’interno della Pubblica Amministrazione e la responsabilità degli enti, secondo la disciplina del d.lgs. 231/01.

Al fine di illustrare la tematica, anche da un punto di vista pratico, si è scelto di esaminare, da un lato il caso giudiziario del Mose di Venezia e dall’altro il Modello di Organizzazione e Gestione (MOG) di AVM holding, una delle maggiori società partecipate del Comune di Venezia.

Nella prima parte oggetto di analisi è stato, per inquadrare subito la legislazione in materia, il percorso normativo che ha portato all’attuale disciplina vigente, con particolare riferimento alla legge 190/12 e alla legge 69/15. Uno dei punti centrali della tesi è il caso del Mose di Venezia, che per ora costa solo di una pronuncia di primo grado. Tale processo, a giusto titolo, può essere definitosi come la seconda Tangentopoli veneta.

Tuttavia mentre negli anni novante le tangenti, nella maggior parte dei casi, erano pagate da imprenditori privati per aggiudicarsi un appalto, nel caso del Mose le somme di denaro erano di provenienza pubblica, dunque da tutti noi. Per seguire la costruzione del Mose lo Stato aveva istituito il Consorzio Venezia Nuova (CVN), concessionario unico dotato di autonomi poteri, a cui spettavano gli oneri di concessioni pari al 12% delle somme destinate ai lavori. Per dare un’idea del flusso di denaro che gravitava intorno a tale opera, a fronte di una spesa di circa 4 miliardi e mezzo di euro la percentuale spettante al CVN era di circa 540 milioni: una segretaria prendeva 5000 euro netti al mese. L’indagine ha portato all’arresto di illustri personaggi della politica e della finanza nonché alla caduta della Giunta comunale di Venezia, in carica al momento dello scoppio dello scandalo, e all’arresto del Sindaco.

Recentemente poi si è aperto il procedimento ex d.lgs. 231/01 nei confronti delle aziende che gravitavano introno al Mose e che vedrà la prima udienza il 21 dicembre 2017.

Il secondo punto pratico di questo elaborato riguarda il MOG di AVM holding. La realizzazione e adozione di un Modello valido ed efficace rappresenta l’unica modo attraverso il quale l’ente non viene chiamato a rispondere per il reato commesso da uno dei soggetti apicali o sottoposti alla vigilanza di questi. Attività prodromica per la creazione di un Modello è l’individuazione del rischio reato attraverso la mappatura dei settori più problematici.

Oltre alla dottrina, anche la Cassazione con due sentenze, Impregilo e Thyssen, ha avuto modo di esprimersi sulla validità del MOG.

La tematica della responsabilità dell’ente è stata poi calata all’interno dei gruppi di società. Attraverso contributi di dottrina e soprattutto di giurisprudenza, pare pacifico che ormai la holding capogruppo possa essere chiamata a rispondere, per un reato di una controllata, quando vi è nella realizzazione del reato un concorso tra un soggetto che agisce per la capogruppo e uno che agisce per la controllata. Deve inoltre esserci la sussistenza di un interesse di gruppo diretto, attuale e concreto.

L’ultimo capitolo è stato poi dedicato ai compiti e le funzioni dell’ANAC.

In conclusione la prevenzione, insieme a leggi chiare e di semplici, pare l’unico vero ed efficace strumento che permetta di ridurre sensibilmente i costi legati alla corruzione e la sua perpetrazione da parte di soggetti sia in ambito pubblico che privato. Per quanto riguarda la norma delegata sulla responsabilità delle persone giuridiche, sarebbe necessaria una modifica e un riordino dei reati presupposto in quanto vi è una difficile convivenza tra vari illeciti che non sempre appaino applicabili ad un ente. Rimangono, a distanza di molti secoli, sempre attuali le parole di Tacito: Corruptissima re publica, plurimae leges.

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