Condannati per “reati ostativi” ed esclusione dal beneficio dell’assistenza all’esterno dei figli minori: il 4 luglio l’udienza davanti alla Corte Costituzionale

Articolo scritto da Redazione Giurisprudenza Penale il 25 Giugno 2018

Magistrato di sorveglianza di Lecce e Brindisi, Ordinanza, 11 maggio 2017
Giudice Magliola

Segnaliamo l’ordinanza con cui il Magistrato di sorveglianza di Lecce e Brindisi ha sollevato, in riferimento agli articoli 3, 29, 30 e 31 della Costituzione, questione di legittimità costituzionale dell’articolo 21-bis della legge 26 luglio 1975, n. 354 (O.P.), nella parte in cui, rinviando all’articolo 21 O.P., esclude dal beneficio dell’assistenza all’esterno dei figli minori la persona detenuta condannata per “reato ostativo” di cui all’articolo 4-bis, commi 1, 1-ter e 1-quater O.P., che non abbia espiato almeno un terzo della pena.

Art. 21-bis Legge 26-7-1975 n. 354 – Assistenza all’esterno dei figli minori
1.  Le condannate e le internate possono essere ammesse alla cura e all’assistenza all’esterno dei figli di età non superiore agli anni dieci, alle condizioni previste dall’articolo 21.
2.  Si applicano tutte le disposizioni relative al lavoro all’esterno, in particolare l’articolo 21, in quanto compatibili. 
3.  La misura dell’assistenza all’esterno può essere concessa, alle stesse condizioni, anche al padre detenuto, se la madre è deceduta o impossibilitata e non vi è modo di affidare la prole ad altri che al padre.

Art. 21 Legge 26-7-1975 n. 354 – Lavoro all’esterno
1.  I detenuti e gli internati possono essere assegnati al lavoro all’esterno in condizioni idonee a garantire l’attuazione positiva degli scopi previsti dall’art. 15. Tuttavia, se si tratta di persona condannata alla pena della reclusione per uno dei delitti indicati nei commi 1, 1-ter e 1-quater dell’art. 4-bis, l’assegnazione al lavoro all’esterno può essere disposta dopo l’espiazione di almeno un terzo della pena e, comunque, di non oltre cinque anni. Nei confronti dei condannati all’ergastolo l’assegnazione può avvenire dopo l’espiazione di almeno dieci anni.
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L’udienza davanti alla Corte Costituzionale è stata fissata per il 4 luglio 2018 e il relatore sarà il giudice costituzionale Zanon.

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