Confisca ex D. Lgs. 231/2001 e procedura fallimentare: un rapporto problematico

Articolo scritto da Antonio Gilio il 4 novembre 2018

in Giurisprudenza Penale Web, 2018, 11 – ISSN 2499-846X

Le osservazioni che saranno svolte nel presente lavoro promanano da un interrogativo che si pone quale antecedente logico ed ineludibile a qualsivoglia considerazione: la società fallita può rispondere degli illeciti amministrativi di cui al D.lgs. 231/2001?

La risposta al quesito è tutt’altro che agevole ed i profili di complessità proliferano ove si pensi alla necessità di una lettura combinata delle disposizioni del Decreto e dei principi generali del diritto penale e processuale penale, applicabili se ed in quanto compatibili.

Nell’architettura del D. Lgs. 231/2001 non si rinviene alcuna norma specificatamente deputata a disciplinare l’incidenza del fallimento della società sull’accertamento dell’illecito amministrativo derivante da reato; né, tantomeno, una disposizione che regolamenti le sorti della sanzione già irrogata al sopravvenire del fallimento. Eppure, il rapporto con le vicende fallimentari presenta risvolti di particolare rilievo soprattutto alla luce dei principi ispiratori del sistema sanzionatorio introdotto a carico degli enti.

Come citare il contributo in una bibliografia:
A. Gilio, Confisca ex D. Lgs. 231/2001 e procedura fallimentare: un rapporto problematico, in Giurisprudenza Penale Web, 2018, 11

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