La corruzione tra privati alla luce della riforma del 2017. Prospettive applicative e spunti comparatistici. (Tesi di laurea)

Articolo scritto da Davide Costa il 21 Gennaio 2019

Prof. relatore: Alessandra Rossi

Ateneo: Università degli Studi di Torino

Anno accademico: 2017/2018

La tesi intende fornire un’analisi sistematica della spinosa disciplina del reato corruzione tra privati di cui all’articolo 2635 del Codice civile e della nuova fattispecie istigatrice di cui all’art. 2635bis e delle loro applicazioni nella prassi del diritto penale dell’economia.

Il lavoro si concentra in particolare sul movimentato processo normativo nazionale e sovranazionale che ha plasmato la fattispecie dalla sua introduzione nel 2002 fino alla più recente riforma operata dal d.lgs. 38 del 2017, che tuttavia non ha ancora dissipato le perplessità intorno alla reale volontà del legislatore italiano di dare pienamente attuazione alle sollecitazioni comunitarie e sovranazionali.

Il lavoro di ricerca è inoltre arricchito da spunti critici personali, dottrinali e giurisprudenziali sul tema, nonché da accenni alla riforma portata avanti dal decreto c.d. “Spazzacorrotti”.

Accanto alle tematiche penalistiche, nel corso dell’elaborato vengono presentati aspetti di diritto comparato, di diritto internazionale e dell’Unione Europea e di diritto della concorrenza e legislazione antitrust.  Sono altresì elaborate alcune osservazioni generali sui tratti fondamentali del white collars crime, sulla responsabilità degli enti da reato ex d.lgs. 231/2001 e sui sistemi di compliance diretti al contrasto della corruzione privata.

Nell’ultimo capitolo l’attenzione viene infine focalizzata su tematiche di diritto tedesco, sviluppate con il ricorso alla più autorevole dottrina penalistica della Germania. Gli oggetti di interesse sono costituiti dal reato di corruzione nei rapporti commerciali di cui al §299 del Codice penale e dalla sua comparazione con la normativa italiana.

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