Oltre l’autodeterminazione. I confini del diritto nei casi Gard ed Evans

Articolo scritto da Benedetta Vimercati il 22 Gennaio 2019

in Giurisprudenza Penale Web, 2019, 1-bis – ISSN 2499-846X

Uno dei temi più significativi e al contempo spinosi che il diritto è chiamato ad affrontare nell’ambito delle decisioni di fine vita è il contrasto tra l’affermazione della libertà personale e i meccanismi attraverso cui si invera l’esercizio di tale diritto.

Non sempre, però, il diritto è capace di disciplinare le particolarissime e travagliate vicende che riguardano la cura di pazienti non ancora dotati della capacità di agire, quali gli infanti.  Esempi emblematici in questo senso sono i recenti casi Gard ed Evans e le modalità predisposte dal sistema britannico per regolamentarli: di fronte agli obiettivi ostacoli nell’accertamento dell’autodeterminazione del singolo, può dirsi esaustivo e soddisfacente il criterio del best interest of the child?

Quale il rapporto tra questo criterio, sempre più ammantato di oggettività (di scientificità), e l’esercizio della libertà degli esercenti la responsabilità genitoriale?

Come citare il contributo in una bibliografia:
B. Vimercati, Oltre l’autodeterminazione. I confini del diritto nei casi Gard ed Evans, in Giurisprudenza Penale Web, 2019, 1-bis

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