Determinazione delle pene accessorie in materia di bancarotta fraudolenta: l’intervento della Consulta e delle Sezioni Unite.

Articolo scritto da Federica Barbero il 2 Agosto 2019

in Giurisprudenza Penale, 2019, 7-8 – ISSN 2499-846X

Corte Cost., Sent. 25 settembre – 5 dicembre 2018, n. 222
Presidente Lattanzi, Redattore Viganò

Cass. Pen., Sezioni Unite, Sent. 3 luglio 2019 (ud. 28 febbraio 2019), n. 28910
Presidente Carcano, Relatore Boni

Il presente contributo offre un’analisi completa delle recenti pronunce del Giudice delle Leggi, nonché della giurisprudenza di legittimità, intervenute sul regime sanzionatorio previsto per i reati di bancarotta fraudolenta.

La tematica risulta di particolare interesse giacché il punctum dolens di tale sistema consiste nella previsione di pene accessorie che, caratterizzate per l’essere obbligatorie nell’an e fisse nel quantum, di fatto creano un meccanismo sanzionatorio di difficile compatibilità con i principi costituzionali di uguaglianza, ragionevolezza e proporzionalità, nonché con la necessaria funzione rieducativa della pena.

Come si avrà modo di analizzare ampiamente, la Consulta, con sentenza 25 settembre 2018, n. 222, è intervenuta in materia, dichiarando l’illegittimità costituzionale dell’art. 216, ult. co., l. fall., nella parte in cui dispone l’applicazione delle pene accessorie “per la durata di dieci anni” anziché “fino a dieci anni”.

Successivamente, le Sezioni Unite, con sentenza 28 febbraio 2019, n. 28910, muovendo dalla predetta decisione della Corte Costituzionale, hanno affrontato la diversa, ma consequenziale, questione relativa alla determinazione in concreto delle pene accessorie temporanee, per cui la legge indica un termine di durata non fissa (fino a dieci anni).

Sul punto, lo si anticipa, gli Ermellini hanno ripudiato il meccanismo dell’equiparazione meccanica della durata della pena accessoria a quella della pena principale in concreto inflitta, ex art. 37 c.p., (correttamente) favorendo, invece, l’applicazione dei criteri previsti dall’art. 133 c.p..

Un sistema sanzionatorio così delineato, dunque, si rivela senza dubbio compatibile con il volto costituzionale delle pene, sfavorevole a qualsivoglia tipologia di automatismo nella commisurazione delle stesse.

Come citare il contributo in una bibliografia:
F. Barbero, Determinazione delle pene accessorie in materia di bancarotta fraudolenta: l’intervento della Consulta e delle Sezioni Unite, in Giurisprudenza Penale Web, 2019, 7-8

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