Cd. “droghe leggere” e aggravante dell’ingente quantità: l’informazione provvisoria delle Sezioni Unite

Articolo scritto da Redazione Giurisprudenza Penale il 4 Febbraio 2020

Cassazione Penale, Sezioni Unite, ud. 30 gennaio 2020, informazione provvisoria n. 1/2020
Presidente Carcano, Relatore Fumu

Come avevamo anticipato, con ordinanza n. 38635 del 2019, era stata rimessa alle Sezioni Unite la seguente questione di diritto: «se, con riferimento alle cd. “droghe leggere”, la modifica del sistema tabellare realizzata per effetto del D.L. 20 marzo 2014 n. 36 convertito con modificazioni nella legge 16 maggio 2014, n. 79, imponga una nuova verifica in ordine alla sussistenza dei presupposti per l’applicazione della circostanza aggravante della ingente quantità, in considerazione dell’accresciuto tasso di modulazione normativa, oppure mantengano validità, per effetto della espressa reintroduzione della nozione di quantità massima detenibile, ai sensi del comma 1 bis dell’art. 75 d.P.R. n. 309 del 1990 e ss.mm .ii., i criteri basati sul rapporto tra quantità di principio attivo e valore massimo tabellarmente detenibile di cui alla sentenza delle SS.UU. n. 36258 del 24 maggio 2012, Biondi, Rv. 253150».

All’udienza del 30 gennaio 2020, le Sezioni Unite hanno fornito la seguente soluzione: «mantengono validità i criteri di individuazione della soglia oltre la quale è configurabile l’aggravante della quantità ingente delle sostanze stupefacenti che, con riferimento alle c.d. droghe leggere, rimane fissata in kg. 2 di principio attivo».

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