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La Direttiva 2012/29/UE che istituisce norme minime in materia di diritti, assistenza e protezione delle vittime di reato

Con il d.lgs. del 15 dicembre 2015, n. 212 (pubblicato sulla GU Serie Generale n.3 del 5-1-2016, in vigore dal 20/01/2016) recante “Attuazione della direttiva 2012/29/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che istituisce norme minime in materia di diritti, assistenza e protezione delle vittime di reato e che sostituisce la decisione quadro 2001/220/GAI” il Legislatore italiano ha recepito la Direttiva eurounitaria che istituisce norme minime in materia di diritti, assistenza e protezione delle vittime di reato.

L’esame del contenuto della recepita Direttiva si pone come momento imprescindibile, in quanto si tratta di un provvedimento organico e compiuto, per nulla foriero di semplici linee guida consegnate ai legislatori degli Stati parte, fornendo piuttosto i contenuti sostanziali degli strumenti da mettere a disposizione della persona offesa dal reato nell’ambito del procedimento penale.

Appare dunque necessario una disamina della Direttiva de qua per comprendere gli obiettivi individuati in sede europea, soffermandosi anche sulle origini della stessa, quindi la ratio che ha animato l’Unione nel predisporre una normativa che indubbiamente inciderà sul processo penale non solo italiano, ma di tutti gli Stati parte dell’Unione, contribuendo notevolmente all’armonizzazione degli istituti processuali degli Stati membri.