Norme e Normalità: le Raccomandazioni del Garante nazionale dei diritti dei detenuti sugli standard di vita penitenziaria.

“Come deve essere la vita quotidiana in una struttura privativa della libertà perché possa costituire una parte difficile, ma importante della complessiva esperienza di chi vi è ristretto e non soltanto un tempo sottratto alla vita vera? Non è semplice la risposta”.

Così esordisce, Norme e Normalità, il dossier pubblicato a cura dell’Ufficio del Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale.

Si tratta di “un libro in progress”, funzionale a tracciare delle raccomandazioni (best practices) per il trattamento (e trattenimento) delle persone che, a diverso titolo, si trovano recluse: il filo comune dei diversi luoghi di restrizione è di “non permettere alle persone il libero movimento fuori dalle strutture ove sono ospitate”. La limitazione del movimento e la connessa mancata possibilità di liberamente decidere del proprio tempo e del proprio agire – afferma il Prof. Mauro Palma – “costituiscono le condizioni di intrinseca vulnerabilità dei diritti delle persone a cui tali misure sono imposte e sono premessa per la costituzione di un mondo e un tempo distanti e diversi dalle esperienze della vita quotidiana e dal ritmo del loro fluire”.

Date tali premesse diviene fondamentale stabilire parametri che orientino chi, a diversi livelli istituzionali, ha la responsabilità di gestione e amministrazione dei luoghi di detenzione: l’obiettivo, secondo il Garante, è quello di fornire “standard elementari” di vita quotidiana che siano rispettosi della dignità della persona reclusa, che si vede affidata alle cure dell’Amministrazione penitenziaria (che assume, quindi, una “posizione di garanzia” verso il detenuto): la privazione della libertà personale non deve comportare un grado di afflittività aggiuntiva che non si riveli strettamente necessaria e fisiologicamente connessa alla condizione di restrizione.

In tale prospettiva, vengono proposte delle indicazioni in materia di “Condizioni materiali e igieniche delle strutture detentive” (pp. 13-30); “Attrezzatura e utilizzo degli spazi comuni” (pp. 31-38); “Sezioni e camere particolari” (pp. 41-47); “Sezioni a regime detentivo speciale ex art. 41-bis o.p.” (pp. 49-60); “Qualità della vita detentiva” (pp. 61-84); “Gestione delle criticità” (pp. 85-90); “Prevenzione della radicalizzazione” (pp. 91-98); “Regime penitenziario” (pp. 99-106); “Tutela dei diritti” (pp. 107-114); “Diritto alla salute e alla sua tutela” (pp.115-124); “Registri” (pp. 125-128); “Personale” (pp. 129-136).

Redazione Giurisprudenza Penale

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