Corte Costituzionale e udienze “da remoto”: niente più rinvii durante l’emergenza Covid-19.

Segnaliamo ai lettori il decreto del Presidente della Corte Costituzionale – ed il relativo comunicato stampa – in merito alla gestione delle udienze da parte della Consulta durante l’emergenza da Covid-19.

Tenuto conto dell’autonomia della Corte Costituzionale e della specificità dei procedimenti dinanzi ad essa – si legge nel comunicato stampa – sono state messe a punto le seguenti modalità di lavoro, valide a partire dal 5 maggio e fino al 30 giugno 2020, o comunque fino a nuovo provvedimento:

A) Camere di consiglio, Udienze pubbliche e riunioni anche da remoto.
La partecipazione dei giudici alle Camere di consiglio e alle Udienze pubbliche può avvenire anche mediante collegamenti da remoto e il luogo da cui essi si collegano è considerato Camera di consiglio o Aula di udienza a tutti gli effetti di legge. La modalità di collegamento da remoto può essere adottata per ogni altra riunione della Corte e dei suoi giudici o organi interni.

B) Trattazione allo stato degli atti o con discussione da remoto delle questioni fissate in Udienza pubblica.
Le cause fissate per la discussione in udienza pubblica sono decise sulla base degli atti depositati e di brevi note aggiuntive, a meno che una delle parti ne chieda la discussione orale, che in tal caso si svolgerà con collegamento da remoto, secondo le modalità operative comunicate alle parti. Il decreto precisa i termini entro i quali può essere chiesta la discussione da remoto o possono essere depositate brevi note aggiuntive.

C) Trattazione immediata dei casi di eccezionale gravità.
Le modalità indicate sopra non si applicano ai casi di eccezionale gravità e urgenza per i quali la Presidente, sentito il Collegio, ravvisi la necessità di trattazione immediata in udienza pubblica, da svolgersi secondo modalità che rispettino le esigenze di sicurezza e di prevenzione.

Redazione Giurisprudenza Penale

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