Decreto Liquidità: reati, sanzioni e conseguenze processuali

in Giurisprudenza Penale Web, 2020, 6 – ISSN 2499-846X

La crisi economico-finanziaria causata dalla pandemia  COVID -19’ ha dato origine alla legislazione emergenziale per assicurare la necessaria liquidità alle imprese con sede in Italia. Con il D.L. 23/2020, convertito con la legge 5 giugno 2020 n.40, lo Stato, attraverso SACE Spa, stanzia 200 miliardi di euro per garantire i finanziamenti rilasciati dagli Istituti di credito alle imprese, precisando che  sulle obbligazioni di Sace SpA derivanti dalle garanzie disciplinate dai commi 1 e 1 bis, è accordata di diritto la garanzia dello Stato a prima richiesta e senza regresso, esplicita, incondizionata, irrevocabile (art. 1 comma 5).

Nonostante l’importanza dell’impegno finanziario stanziato dall’Amministrazione pubblica, il Legislatore non è intervenuto per sanzionare direttamente quelle condotte fraudolente che determinano l’erogazione del credito garantito o che imprimono alle risorse finanziarie ottenute un fine diverso da quelle per cui erano state ottenute. Oltre a mancare una  legislazione penale speciale per sanzionare gli abusi, non vi è un esplicito riferimento alle fattispecie incriminatrici del codice penale che tutelano il patrimonio pubblico e il buon andamento della P.A.

Come citare il contributo in una bibliografia:
P. Filippini, Decreto Liquidità: reati, sanzioni e conseguenze processuali, in Giurisprudenza Penale Web, 2020, 6