Il “maggior profitto” come indice di punibilità dell’ente ex art. 25-septies D. Lgs. 231/2001: attualità e attuazione dei limiti all’iniziativa economica privata

in Giurisprudenza Penale Web, 2022, 2 – ISSN 2499-846X

Cassazione Penale, Sez. IV, 8 giugno 2021 (ud. 3 marzo 2021), n. 22256
Presidente Piccialli, Relatore Proto Pisani

Con la sentenza n. 22256/2021, la Sezione IV della Suprema Corte affronta l’annosa questione sull’actio finium regundorum tra l’interesse dell’impresa a conseguire un maggior vantaggio economico in termini di profitto e l’esigenza universale di salvaguardare la salute dei lavoratori, approfondendo e confermando con maggiore convinzione un tessuto argomentativo che già da qualche tempo comincia a recuperare terreno nel ventaglio delle soluzioni giurisprudenziali.

Con l’occasione, inoltre, la Corte di Cassazione ripercorre il sentiero che ha contraddistinto l’introduzione della disposizione di cui all’art. 25-septies nel corpus del d.lgs. 231/2001, ricordando i presupposti che giustificano la punibilità dell’ente per la commissione di reati colposi e indicando una “rotta” per consentirne – ancora – l’applicazione.

Come citare il contributo in una bibliografia:
D. Brusaporci, Il “maggior profitto” come indice di punibilità dell’ente ex art. 25-septies D. Lgs. 231/2001: attualità e attuazione dei limiti all’iniziativa economica privata, in Giurisprudenza Penale Web, 2022, 2