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La magistratura di sorveglianza e la sfida costituzionale di una giurisdizione rieducativa: le misure alternative e le pene sostitutive introdotte con la riforma Cartabia

in Giurisprudenza Penale Web, 2026, 3 – ISSN 2499-846X

Il tema che oggi ci occupa – le misure alternative e le pene sostitutive – potrebbe essere affrontato a diversi livelli: su un piano meramente pratico e casistico, indagando le eventuali intersezioni e i possibili momenti di contatto operativo tra misure alternative e pene sostitutive; su un piano più tecnico, analizzando i punti di convergenza e di divergenza tra i diversi istituti, vagliando le relative discipline ed il ruolo assegnato alla magistratura di sorveglianza nell’uno e nell’altro corpus normativo; su un piano assiologico e di sistema, andando a ricercare la comune radice delle forme esecutive extramurarie nell’ordito dei principi costituzionali, per capire come queste si inseriscano nel grande tema della penalità e dell’esercizio legittimo della forza punitiva dello Stato sull’individuo.

Quest’ultimo è senz’altro il piano più interessante da cui partire, per poi ridiscendere verso quelli precedenti, perché porta ad interrogarsi sul ruolo della magistratura di sorveglianza nell’attuale quadro costituzionale ed ordinamentale, quale autorità giudiziaria deputata a dare attuazione alla giurisdizione rieducativa.

Una giurisdizione che nasce nel penitenziario e passa per il penitenziario – qui da intendersi nell’accezione di istituto di pena; diremo più avanti che al termine piò essere attribuito un significato più ampio – ma che da esso si è progressivamente allontanata, andando ad erodere assiologicamente la primazia del carcere quale pena generale prevista dall’ordinamento. Un lungo percorso che, passando per gli istituti di cui ci occuperemo, restituisce oggi all’interprete un quadro sfaccettato e cangiante, la cui apparente disorganicità non deve però turbare.

È ben possibile (laddove non anche doveroso) ricostruirne i principi ispiratori e le linee di sviluppo per poi, da questi, trarre soluzioni alle eventuali incongruenze applicative e risposte ai dubbi ermeneutici che la prassi quotidiana può riservare.

Come citare il contributo in una bibliografia:
E. Romano, La magistratura di sorveglianza e la sfida costituzionale di una giurisdizione rieducativa: le misure alternative e le pene sostitutive introdotte con la riforma Cartabia, in Giurisprudenza Penale Web, 2026, 3