Pena o cura? Il conflitto tra esecuzione della pena e misura di sicurezza detentiva nei confronti del condannato non imputabile tra apparente vuoto normativo e asimmetria procedimentale
in Giurisprudenza Penale Web, 2026, 5 – ISSN 2499-846X

Il rapporto tra esecuzione della pena detentiva e misura di sicurezza detentiva nei confronti del condannato non imputabile continua a collocarsi in un’area dell’ordinamento priva di un espresso criterio normativo di coordinamento.
In tale contesto, né la regola di prevalenza della pena desumibile dall’art. 212 c.p., né la previsione di cui all’art. 222, comma 3, c.p., consentono di ricavare una soluzione automatica del conflitto tra titoli esecutivi.
L’astratta lacuna normativa si riflette nella prassi applicativa, ove la sopravvenienza del titolo di pena finisce per determinare, in via di fatto, l’ingresso del soggetto nel circuito carcerario, attraverso decisioni assunte in audita altera parte.
Il contributo mette così in luce una marcata asimmetria procedimentale: se l’applicazione e la prosecuzione della misura di sicurezza sono assistite da un procedimento giurisdizionale strutturato e garantito, non è invece previsto un analogo modulo per la sua eventuale sospensione a causa del sopraggiungere del titolo di pena, con conseguente squilibrio tra le diverse fasi dell’esecuzione.
In questa prospettiva, lo scritto, muovendo dall’assenza di un criterio univoco per la risoluzione del conflitto tra titoli esecutivi – soprattutto con riferimento al soggetto infermo stabilizzato – indaga le asimmetrie procedimentali che ne discendono.
Come citare il contributo in una bibliografia:
A. Lunghi, Pena o cura? Il conflitto tra esecuzione della pena e misura di sicurezza detentiva nei confronti del condannato non imputabile tra apparente vuoto normativo e asimmetria procedimentale, in Giurisprudenza Penale Web, 2026, 5





