Sezioni unite: la comunicazione intercettata costituente condotta delittuosa è corpo del reato

Articolo scritto da Redazione Giurisprudenza Penale il 1 Luglio 2014

Si segnala la decisione delle Sezioni Unite penali della Corte di Cassazione presa al termine dell’udienza del 26 giugno 2014 in tema di intercettazioni.

Si era giunti al vaglio delle Sezioni Unite perché, il 21 marzo 2014, la prima sezione penale (Relatore Tardio) aveva chiesto al Supremo Collegio di pronunciarsi, ai sensi dell’art. 618 cod. proc. pen., sulla seguente questione di diritto:

“Se, in tema di intercettazioni, telefoniche o ambientali, utilizzate in altri procedimenti, la comunicazione intercettata, costituente condotta delittuosa, sia qualificabile, essa stessa o il supporto registrante, interamente o in parte, corpo di reato, e sia soggetta alle norme che regolano l’uso processuale del corpo di reato, o alle disposizioni stabilite dall’art. 270 c.p.p.“.

Come si apprende dal servizio novità della Corte di Cassazione la soluzione fornita è: affermativa.

Nel caso di specie, tuttavia, è stato escluso che la conversazione intercettata integrasse di per sè una condotta criminosa.

Naturalmente, per conoscere le argomentazioni della pronuncia si dovrà attendere il deposito delle motivazioni.

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