Il nuovo sistema sanzionatorio dei reati tributari. Guida breve al D. Lgs. 158/2015.

Articolo scritto da Lorenzo Roccatagliata il 13 Ottobre 2015

senato

Dopo due esami preliminari, con il Consiglio dei Ministri n. 82 di venerdì 22 settembre, il Governo ha approvato il D. lgs. n. 158/2015, che rivede il sistema delle sanzioni penali ed amministrative per le violazioni della legge fiscale. Esso è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 7 ottobre 2015 e sarà dunque in vigore a partire dal 22 ottobre 2015.

Questo provvedimento normativo si inquadra in un più ampio schema di riforma tributaria, così come richiesto dalla legge delega n. 23 del 2014, la quale aveva fissato come generale principio direttivo la razionalizzazione del sistema fiscale attraverso l’intervento, oltre che sul piano sanzionatorio, anche sulle procedure di riscossione, sul riordino delle agenzie fiscali, sulla stima e il monitoraggio dell’evasione fiscale.

Il risultato di tale indicazione parlamentare è stata l’approvazione di cinque decreti tributari, uno solo dei quali ci occupa in questa sede. Prima ancora che fosse redatto nella versione definitiva, tale decreto è salito agli onori della cronaca per la vocazione depenalizzante che si prevedeva avrebbe avuto. E ciò in particolare poiché la legge delega aveva incaricato l’Esecutivo di procedere alla revisione del sistema sanzionatorio al fine di “dare attuazione ai principi di effettività, proporzionalità e certezza della risposta sanzionatoria” anche attraverso la possibilità di ridurre “le sanzioni per le fattispecie meno gravi o di applicare sanzioni amministrative anziché penali, tenuto anche conto di adeguate soglie di punibilità”. Si è dunque frettolosamente concluso che si trattasse della consueta strategia norma-tiva, per cui quando il sistema giudiziario non è in grado di punire, occorre allora pro-cedere all’abolitio criminis.

Invero, l’operazione di depenalizzazione è stata effettuata non senza criterio, ed in particolare al fine di distinguere nettamente, anche in termini di risposta sanzionatoria, i comportamenti fraudolenti, simulatori o finalizzati alla creazione e all’utilizzo di documentazione falsa, dalle condotte prive dei connotati di fraudolenza in senso oggettivo. In altre parole si è ritenuto necessario che reati come la dichiarazione fraudolenta o l’indebita compensazione fossero repressi più gravemente dei rea-ti meramente omissivi dell’obbligazione tributaria. Ed infatti ad un esame più approfondito del testo definitivo, è agevole notare che l’intento depenalizzante, ancorché reso evidente dall’innalzamento delle soglie di punibilità, è tuttavia ben bilanciato dall’introduzione di norme che da un lato inaspriscono alcune sanzioni penali, e dall’altro estendono alcune condotte da un punto di vista sia soggettivo che oggettivo.

Alla luce di quanto premesso, il presente commento ha l’obiettivo di esporre gli elementi di novità introdotti dal D. Lgs. 158/2015 ed orientare l’operatore giuridico verso una più agevole comprensione della nuova disciplina sanzionatoria dei reati tributari. Si precisa infine che il presente testo si limiterà ad illustrare solamente le innovazioni di stretta natura penale (Titolo I), mentre si lascia l’approfondimento delle sanzioni amministrative (Titolo II) a chi voglia dedicarne lo studio.

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