Reclamo giurisdizionale e rimedi compensativi a tutela degli internati: gli ʻesclusi eccellenti’ della riforma

Articolo scritto da Alessandro Laurito il 13 Luglio 2016

in Giurisprudenza Penale Web, 2016, 7-8 – ISSN 2499-846X

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Ufficio di Sorveglianza di Messina, 8 gennaio 2016
Magistrato di Sorveglianza dr. Carmelo Ioppolo

La disciplina dei rimedi di carattere «preventivo » e «compensativo» di cui agli artt. 35 bis e 35 ter L. 354/1975 (Ordinamento penitenziario), introdotti dal legislatore sulla scorta delle indicazioni della sentenza pilota della Corte EDU ‘Torreggiani’, sembra orientata esclusivamente alla tutela dei diritti dei detenuti, nonostante l’art. 69 comma 6 O.p. e l’art 35 ter O.p. menzionino anche gli internati.

Pare quindi necessario analizzare se ed entro quali limiti tali rimedi possano trovare applicazione a tutela dei diritti degli internati stessi, soprattutto alla luce del superamento degli Ospedali psichiatrici giudiziari. Vengono dunque analizzati i provvedimenti di alcuni Uffici di Sorveglianza che hanno accolto i reclami esperiti in conseguenza dell’illegittimo trattenimento presso le vecchie strutture manicomiali, che a partire dal 1 aprile 2015 dovevano viceversa essere definitivamente chiuse.

Si registra, infine, la mancanza di ordinanze o decreti che dispongano il «risarcimento» previsto dall’art 35 ter O.p. per il trattamento inumano o degradante subito dall’internato, al quale sembra, invece, quanto mai opportuno applicare il rimedio de quo, anche in ragione della natura «punitiva»  (oltre che risarcitoria) che esso persegue ai danni dell’amministrazione.

Come citare il contributo in una bibliografia:
A. Laurito, Reclamo giurisdizionale e rimedi compensativi a tutela degli internati: gli ʻesclusi eccellenti’ della riforma, in Giurisprudenza Penale Web, 2016, 7-8

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