Rimedio risarcitorio ex art. 35-ter o.p. e legittimazione ad agire: aperture nei confronti del soggetto ammesso alla semilibertà

Articolo scritto da Redazione Giurisprudenza Penale il 13 maggio 2017

Cassazione Penale, Sez. I, 16 febbraio 2017 (ud. 17 novembre 2016), n. 7421
Presidente Di Tomassi, Redattore Boni

Con la sentenza in commento, la prima sezione della Corte di Cassazione è tornata a pronunciarsi sul rimedio risarcitorio di cui all’art. 35-ter o.p. (Rimedi risarcitori conseguenti alla violazione dell’articolo 3 CEDU nei confronti di soggetti detenuti o internati) con riguardo alla particolare questione dell’ammissibilità del ricorso proposto dal detenuto in stato di semilibertà, quale soggetto legittimato ad agire, affermando che “il detenuto ammesso al regime di semilibertà è legittimato ad agire per ottenere i rimedi compensativi, consentiti dall’art. 35-ter ord. penit., per la detenzione patita in condizioni di contrasto con le previsioni dell’art. 3 della Convenzione Europea dei diritti dell’uomo”.

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