L’omicidio del consenziente e l’istigazione o aiuto al suicidio. La rilevanza penale delle pratiche di fine vita

Articolo scritto da Antonella Massaro il 14 Ottobre 2018

in Giurisprudenza Penale Web, 2018, 10 – ISSN 2499-846X

In vista dell’imminente udienza davanti alla Corte Costituzionale nel caso Cappato/Dj Fabo (prevista per il 23 ottobre 2018), pubblichiamo il contributo dal titolo L’omicidio del consenziente e l’istigazione o aiuto al suicidio. La rilevanza penale delle pratiche di fine vita” della Prof.ssa Antonella Massaro.

Il contributo costituisce parte del volume “Temi penali, vol. II, Delitti contro la persona. Delitti contro il patrimonio”, a cura di M. Trapani e A. Massaro edito da Giappichelli, che ringraziamo per averne autorizzato la pubblicazione anticipata.

Ricordiamo che il 23 ottobre la Consulta sarà chiamata a pronunciarsi sull’ordinanza con cui, il 14 febbraio 2018, la Corte di Assise di Milano ha sollevato questione di legittimità costituzionale dell’art. 580 c.p. nella parte in cui: i) incrimina le condotte di aiuto al suicidio in alternativa alle condotte di istigazione e, quindi, a prescindere dal loro contributo alla determinazione o rafforzamento del proposito di suicidio, per ritenuto contrasto con gli artt. 3, 13 comma 1 e 117 della Costituzione, in relazione agli artt. 2 e 8 della Convenzione Europea Diritti dell’Uomo; ii) prevede che le condotte di agevolazione dell’esecuzione del suicidio, che non incidano sul processo deliberativo dell’aspirante suicida, siano sanzionabili con la pena della reclusione da 5 a 10 anni, senza distinzione rispetto alle condotte di istigazione, per ritenuto contrasto con gli artt. 3, 13, 25 comma 2 e 27 comma 3 della Costituzione.

Come citare il contributo in una bibliografia:
A. Massaro, L’omicidio del consenziente e l’istigazione o aiuto al suicidio. La rilevanza penale delle pratiche di fine vita, in Giurisprudenza Penale Web, 2018, 10

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