La pubblicità delle udienze penali, fra Convenzione Europea dei diritti umani e ordinamento interno (Tesi di laurea)

Articolo scritto da Federica Dallabona il 22 ottobre 2018

Prof. relatore: Marcello Luigi Busetto

Ateneo: Università degli Studi di Trento

Anno accademico: 2016/2017

La pubblicità delle udienze penali rappresenta un tema spesso sottovalutato nel dibattito giuridico, soprattutto in ambito processualpenalistico.

In realtà, si tratta di un principio cardine in un sistema processuale di matrice accusatoria, senza il quale anche i princìpi dell’oralità, dell’immediatezza e del contraddittorio nella formazione della prova perderebbero parte del loro valore epistemologico. Infatti, in un ordinamento giuridico democratico, com’è quello italiano, l’apertura dell’aula di udienza alla collettività dovrebbe essere ciò che si verifica di regola, per consentire un controllo diffuso sull’operato della giustizia.

Invero, i soli princìpi sopra citati (oralità, immediatezza e contraddittorio nella formazione della prova) non rappresentano una garanzia piena rispetto a un esito del processo che sia il più vicino possibile alla verità, se a nessuno viene data almeno la possibilità di poter prendere visione dell’andamento del processo stesso, potendo in questo modo valutare la conformità al diritto degli atti ivi compiuti dagli operatori giudiziari.

È proprio per questa importanza che riveste il principio di pubblicità delle udienze penali che si è scelto di intraprendere un lavoro di comprensione del principio stesso, sia per come esso viene inteso nell’ordinamento penale interno, sia per come è proposto a livello sovranazionale, in special modo prendendo a riferimento il public hearing individuato dalla Corte europea dei diritti dell’uomo.

Categorie: ARTICOLI, DIRITTO PROCESSUALE PENALE, Tesi di laurea