La sentenza delle Sezioni Unite in tema di pornografia minorile: non è più necessario l’accertamento del pericolo di diffusione del materiale pedopornografico

Articolo scritto da Redazione Giurisprudenza Penale il 18 novembre 2018

Cassazione Penale, Sezioni Unite, 15 novembre 2018 (ud. 31 maggio 2018), n. 51815
Presidente Carcano, Relatore Andronio

Come avevamo anticipato, con ordinanza n. 10167/2018, la terza sezione penale della Corte di Cassazione aveva rimesso alle Sezioni Unite la seguente questione di diritto in tema di pornografia minorile: «se, ai fini dell’integrazione del reato di cui all’art. 600-ter comma 1 n. 1 c.p., con riferimento alla condotta di produzione del materiale pedopornografico, sia ancora necessario, stante la formulazione introdotta dalla L. 6.2.2006 n. 38, l’accertamento del pericolo di diffusione del suddetto materiale, come richiesto dalla sentenza a Sezioni Unite 31.5.2000 n. 13, confermata dalla giurisprudenza di questa sezione anche dopo la modifica normativa citata».

All’udienza del 31 maggio 2018, le Sezioni Unite della Corte di Cassazione, in linea con le argomentazioni esposte nell’ordinanza, hanno fornito risposta negativa.

Il 15 novembre 2018 sono state depositate le motivazioni della sentenza n. 51815 con cui è stato affermato il seguente principio di diritto: «ai fini dell’integrazione del reato di cui all’art. 600-ter comma 1 n. 1 c.p., con riferimento alla condotta di produzione del materiale pedopornografico, non è più necessario, viste le nuove formulazioni della disposizione introdotte a partire dalla legge 6 febbraio 2006 n. 38, l’accertamento del pericolo di diffusione del suddetto materiale».

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