L’informazione provvisoria delle SSUU sulla estensione della sentenza Contrada ai cd. “fratelli minori”: le sentenza della Corte EDU non è una “sentenza pilota” e non può considerarsi espressione di una giurisprudenza europea consolidata

Articolo scritto da Redazione Giurisprudenza Penale il 25 Ottobre 2019

Cassazione Penale, Sezioni Unite, ud. 24 ottobre 2019, informazione provvisoria
Presidente Carcano, Relatore Boni

Come avevamo anticipato, con ordinanza n. 21767/2019, era stata rimessa alle Sezioni Unite la seguente questione di diritto: «se la sentenza della Corte EDU del 14 aprile 2015 sul caso Contrada abbia una portata generale, estensibile nei confronti di coloro che, estranei a quel giudizio, si trovino nella medesima posizione, quanto alla prevedibilità della condanna; e, conseguentemente, laddove sia necessario conformarsi alla predetta sentenza nei confronti di questi ultimi, quale sia il rimedio applicabile».

Come è noto, con la sentenza citata la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha affermato che la fattispecie di concorso esterno in associazione di tipo mafioso deve considerarsi «il risultato di una evoluzione giurisprudenziale iniziata verso la fine degli anni ottanta e consolidatasi nel 1994 con la sentenza delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione del 5/10/94, ‘Demitry’ […]» e che all’epoca in cui erano stati commessi «i fatti ascritti al ricorrente (1979-1988), il reato in questione non era sufficientemente chiaro e prevedibile per quest’ultimo […]».

All’esito dell’udienza del 24 ottobre 2019, le Sezioni Unite hanno fornito la seguente soluzione: «negativa, in quanto la sentenza della Corte EDU del 14/4/2015 Contrada c. Italia non è una “sentenza pilota” e non può considerarsi espressione di una giurisprudenza europea consolidata».

Pubblicheremo le motivazioni appena verranno depositate.

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