Terra dei fuochi: il nuovo delitto di combustione illecita di rifiuti

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Il d.l. 10 dicembre 2013, n. 136, convertito in legge, con non trascurabili modificazioni, dalla legge 8 febbraio 2014, n. 6 recante “Disposizioni urgenti dirette a fronteggiare emergenze ambientali e industriali ed a favorire lo sviluppo delle aree interessate”, è il provvedimento con cui il Consiglio dei Ministri è intervenuto per affrontare la situazione di degrado ambientale che interessa, ormai da anni, quella porzione di territorio nazionale tristemente nota con l’appellativo di terra dei fuochi.

La vicenda si colloca nell’ambito della più ampia riflessione sull’ormai ventennale “emergenza rifiuti” nella quale è stretta la Regione Campania, ed in particolar modo le province di Napoli e Caserta.

Allo scopo di porre un argine al drammatico fenomeno dei roghi di rifiuti, e di preservare la sicurezza delle produzioni agricole, la riforma ha inciso su molteplici aspetti, prevedendo per un verso interventi atti a garantire la sicurezza del comparto agroalimentare della Regione Campania ed il monitoraggio e la tutela dei territori della medesima Regione e, per altro verso, introducendo nel Testo unico dell’ambiente il novello art. 256 bis, che disciplina il delitto di combustione illecita di rifiuti.

Il presente contributo si propone di sottoporre a vaglio critico la nuova figura delittuosa tanto sotto il profilo formale quanto sotto quello contenutistico.