Protocollo d’intesa Cassazione-CNF sulla redazione dei ricorsi penali

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Si segnala la pubblicazione dei protocolli stipulati tra Corte di Cassazione e Consiglio Nazionale Forense in merito alla redazione dei ricorsi in Cassazione.

Questo il comunicato reso noto da Corte di Cassazione e CNF:

Il Primo Presidente della Corte di Cassazione, Giorgio Santacroce, e il Presidente del Consiglio Nazionale Forense, Andrea Mascherin, nella convinzione che i tempi siano maturi per una comune presa d’atto, hanno stipulato giovedì 17 dicembre due Protocolli, uno per la materia civile e tributaria e uno per la materia penale, con l’obiettivo di favorire la chiarezza e la sinteticità degli atti processuali e di formulare raccomandazioni per la redazione dei ricorsi funzionale a facilitarne la lettura e la comprensione da un lato e a dare maggiori certezze agli avvocati circa i criteri di autosufficienza e quindi di ammissibilità degli stessi dall’altro.

Ai protocolli hanno lavorato due gruppi di lavoro paritetici, formati da consiglieri di cassazione e consiglieri CNF, dando seguito alle intese raggiunte dai Presidenti nell’incontro del 30 luglio scorso. Le raccomandazioni – condivise dalle due Istituzioni – collegano alla sinteticità e chiarezza degli atti difensivi una effettiva comprensione del loro contenuto essenziale, con effetti positivi sulla chiarezza e celerità della decisione; e definiscono i precisi limiti del principio di autosufficienza, alla luce di effettivi e concreti dati normativi.

Nei Protocolli viene indicato uno schema redazionale dei ricorsi, che ne definisce i limiti di contenuto e ne agevola l’immediata comprensione da parte del giudicante, senza che l’eventuale mancato rispetto della regola sui limiti dimensionali comporti un’automatica sanzione di tipo processuale. Sono inoltre fornite alcune indicazioni per l’attività di difesa, l’osservanza delle quali ottempera al principio di autosufficienza.

Per il Primo Presidente Santacroce, giunto al termine del proprio mandato, “si tratta di un momento storico. Si è oggi raggiunto un obiettivo a cui ho sempre creduto dal momento del mio insediamento e per questo voglio ringraziare la Corte e l’attuale CNF che hanno a loro volta creduto nella possibilità di lavorare insieme nell’interesse della Giurisdizione e sono convinto che questo metodo debba avere un seguito per affrontare anche altri importanti temi”.

Per il presidente del CNF Mascherin “l’Avvocatura e la Magistratura hanno dimostrato di poter governare insieme i cambiamenti e di sapere ricercare soluzioni comuni nell’interesse del sistema Giustizia. Si è lavorato con reciproca lealtà e mettendo a disposizione le diverse esperienze e gli specifici saperi. Il risultato è destinato a garantire un miglior approccio alla decisione da parte dei giudici della Suprema Corte da un lato; e maggiori certezze a tutela delle garanzie di difesa dall’altro”. L’auspicio comune è che ora le professionalità della Magistratura e della Avvocatura sappiano ottimizzare ed interpretare al meglio l’esito dei lavori.

Hanno lavorato al Protocollo in materia penale il presidente Giovanni Conti, la consigliera di cassazione Matilde Cammino e i consiglieri CNF Rosa Capria (consigliera segretaria) e Stefano Savi (coordinatore della commissione sul processo penale). Alla sua stesura ha fornito un prezioso contributo il professor Giorgio Spangher.

Redazione Giurisprudenza Penale

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