L’illecito dell’ente tra combinazione di moduli punitivi e affievolimento di garanzie: deroghe e scostamenti disciplinari al vaglio di legittimità costituzionale e convenzionale.

in Giurisprudenza Penale Web, 2021, 1-bis – ISSN 2499-846X

Ricondotto dal legislatore nella nebulosa del diritto punitivo, il paradigma di responsabilità da reato degli enti rappresenta un modello repressivo complesso, frutto di ibridazioni: a seconda del profilo di disciplina preso in considerazione, l’illecito collettivo rivela connotazioni fortemente derogatorie, soprattutto in termini di garanzie, rispetto ai modelli sanzionatori di riferimento (penale, amministrativo, civile).

Lo scritto si propone di esaminare il sistema “231” alla luce dei principi della materia penale, nella duplice accezione convenzionale e costituzionale, al fine di individuare l’essere e il dover essere dello standard di tutele sostanziali e processuali riferibile all’ente. Tra i molteplici profili di “degradazione” delle garanzie che costellano la normativa, l’attenzione sarà, soprattutto, rivolta alla disciplina del modello di organizzazione e gestione, di cui all’art. 6 del decreto. L’espediente imputativo dei compliance programs, inidonei fino a prova contraria, sembra porsi in forte tensione con i principi cardine della materia penale, prestando il fianco a significative obiezioni in punto di legalità, presunzione di innocenza e personalità della responsabilità penale.

Alla luce di tali rilievi, si valuteranno le linee di approdo del dibattito dottrinale e giurisprudenziale, nonché gli itinerari di riforma prospettati al fine di superare le criticità dogmatiche e le difficoltà applicative di cui risente la disciplina a distanza di vent’anni dalla sua introduzione.

Come citare il contributo in una bibliografia:
A. Savarino, L’illecito dell’ente tra combinazione di moduli punitivi e affievolimento di garanzie: deroghe e scostamenti disciplinari al vaglio di legittimità costituzionale e convenzionale, in Giurisprudenza Penale Web, 2021, 1-bis