Il nuovo abuso di ufficio: note in tema di revoca delle sentenze definitive di condanna

in Giurisprudenza Penale Web, 2021, 5 – ISSN 2499-846X

Con l’art. 23, comma 1 del Decreto Legge 16 luglio 2020, nr. 76, entrato in vigore il 17 luglio 2020, convertito (senza modifiche sul punto) dalla Legge 11 settembre 2020, n. 120 ed entrata in vigore il 15.09.2020, è stata modificata la prima parte dell’art. 323 c.p. (Abuso d’ufficio), che a oggi dispone che il pubblico ufficiale o l’incaricato di pubblico servizio potranno commettere l’indicato delitto solo in caso di violazione di specifiche regole di condotta espressamente previste dalla legge o da atti aventi forza di legge e dalle quali non residuino margini di discrezionalità, e non più in conseguenza della inosservanza di qualsiasi norme di legge o di regolamento.

È una modifica rilevante dell’elemento della tipicità del fatto punibile, tale da imporre un forte ridimensionamento della condotta incriminata con ricadute anche per le sentenze ormai coperte da giudicato.

Il presente contributo offre una lettura del rapporto tra la riformulazione dell’art. 323 c.p. e l’art. 2, comma 2 c.p., al fine di dare una linea di demarcazione ai confini applicativi della cd. abolitio criminis parziale.

Come citare il contributo in una bibliografia:
G. Grasso, Il nuovo abuso di ufficio: note in tema di revoca delle sentenze definitive di condanna, in Giurisprudenza Penale Web, 2021, 5