Il caso Royal Dutch Shell. La Corte olandese impone il taglio del 45% delle emissioni di CO2 al 2030: abuso di diritto o rispetto degli accordi internazionali?

in Giurisprudenza Penale Web, 2021, 7-8 – ISSN 2499-846X

di Enrico Napoletano e Simone Spinelli

In tema di transizione energetica, economia green Con la sentenza del 26 maggio 2021 il Tribunale distrettuale de L’Aia, sezione Commercio ed Imprese, ha imposto a Shell di ridurre le emissioni di CO2 del 45% rispetto ai livelli del 2019 entro il 2030 attraverso una profonda modifica della politica aziendale.

Tale sentenza poggia sullo complicato assioma che porta all’applicazione nei confronti dell’azienda operante nel settore Oil & Gas dello standard di diligenza non scritto, che il Tribunale ha compilato tenendo conto di fatti, del diritto e di standard accettati a livello internazionale, ravvisando non una violazione già perpetrata, ma un’imminente possibile violazione, attraverso la comparazione tra la Sezione 162 del VI libro del Codice civile olandese in materia di responsabilità extracontrattuale e gli obiettivi sul clima desunti dall’Accordo di Parigi, valutato quale misura da applicare per l’analisi della policy aziendale del gruppo Shell. La Corte de L’Aia, quindi, perseguendo questa posizione, ha accolto il ricorso presentato da associazioni ambientaliste, organizzazioni non governative e supportato da oltre 17mila cittadini, obbligando la multinazionale a rispettare quanto previsto dall’Accordo di Parigi circa le emissioni di gas ad effetto serra.

La sentenza rappresenta un unicum nel panorama giuridico internazionale, dal momento che istituti non scritti, standard e soft law fondano le fondamenta giuridiche dietro il dispositivo della Corte, arrivando a colpire sia le emissioni dirette del gruppo, sia quelle indirette imputabili ai singoli consumatori olandesi che, paradossalmente, hanno presentato ricorso.

L’analisi di questa sentenza permette di effettuare un interessante parallelismo con il sistema normativo e giuridico italiano, dal momento che nel nostro Paese vi è una maggiore consapevolezza e giurisprudenza circa la nozione di danno ambientale (partendo dalla legge n. 349/1986 sino ad arrivare al D. Lgs. 152/2006); la consuetudine e gli standard rappresentano fonti di diritto meramente residuale e anche la disciplina circa la responsabilità extracontrattuale riscontrabile nel Codice Civile presenta canoni e criteri di applicabilità maggiormente stringenti.

E. Napoletano – S. Spinelli, Il caso Royal Dutch Shell. La Corte olandese impone il taglio del 45% delle emissioni di CO2 al 2030: abuso di diritto o rispetto degli accordi internazionali?, in Giurisprudenza Penale Web, 2021, 7-8