ARTICOLIDalle Sezioni UniteDIRITTO PENALE

Sul rapporto tra stalking e omicidio commesso dopo l’esecuzione di condotte persecutorie nei confronti della medesima persona offesa: l’informazione provvisoria delle Sezioni Unite.

Cassazione Penale, Sezioni Unite, ud. 15 luglio 2021, informazione provvisoria n. 13/2021
Presidente Cassano, Relatore Zaza

Era stata rimesse alle Sezioni Unite la seguente questione di diritto: «Se, in caso di omicidio commesso dopo la esecuzione di condotte persecutorie poste in essere dall’agente nei confronti della medesima persona offesa, i reati di atti persecutori e di omicidio aggravato ai sensi dell’art. 576, comma primo, n. 5.1, cod. pen., concorrano tra loro o sia invece ravvisabile un reato complesso, ai sensi dell’art. 84, comma primo, cod. pen.».

In base a quanto si apprende dal sito della Corte di Cassazione, all’udienza del 15 luglio 2021 le Sezioni Unite hanno fornito la seguente soluzione: «La fattispecie del delitto di omicidio, realizzata a seguito di quella di atti persecutori da parte dell’agente nei confronti della medesima vittima, contestata e ritenuta nella forma del delitto aggravato ai sensi degli artt. 575 e 576, comma primo, n. 5.1., cod. pen. – punito con la pena edittale dell’ergastolo – integra un reato complesso, ai sensi dell’art. 84, comma primo, cod. pen., in ragione della unitarietà del fatto».

Pubblicheremo le motivazioni appena disponibili.

Redazione Giurisprudenza Penale

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