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Umanità del carcere e intelligenza artificiale: nuove sfide e prospettive future

in Giurisprudenza Penale Web, 2026, 7-8 – ISSN 2499-846X

Muovendo dal principio di umanità della pena di cui all’art. 27, co. 3°, Cost., il contributo esamina il rapporto fra dignità della persona detenuta e innovazione tecnologica, con particolare riguardo alle comunicazioni con l’esterno e alle prospettive di impiego dell’intelligenza artificiale nell’esecuzione della pena.

Attraverso il richiamo alla più recente evoluzione normativa (l. n. 132-2025) e alle esperienze all’estero di digitalizzazione in ambito penitenziario, si evidenzia il rischio di derive securitarie e disumanizzanti legate all’uso di sistemi predittivi e automatizzati.

Si sostiene la necessità di preservare la “riserva di umanità” della decisione giudiziaria e trattamentale, affinché la tecnologia resti strumento al servizio della persona e non fattore di ulteriore marginalizzazione.

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Starting from the principles enshrined in Article 27, paragraph 3, of the Italian Constitution, this contribution examines the relationship between the dignity of the detained person and technological innovation, with particular attention to communications with the outside world and the prospective use of artificial intelligence in penal execution.

Through reference to the most recent regulatory developments (Law No. 132/2025) and to foreign experiences of prison digitalisation, the analysis highlights the risk of security-driven and dehumanising drifts connected to the use of predictive and automated systems.

It is argued that the reserve of humanity underlying judicial and treatment decisions must be preserved, so that technology remains an instrument at the service of the person rather than a further factor of marginalisation.

Come citare il contributo in una bibliografia:
D. F. Pujia, Umanità del carcere e intelligenza artificiale: nuove sfide e prospettive future, in Giurisprudenza Penale Web, 2026, 7-8