I criteri orientativi del Procuratore Generale presso la Corte d’appello di Genova in materia di concordato in appello, ovvero un caso concreto di eterogenesi dei fini

Articolo scritto da Caterina Fatta il 22 ottobre 2017

in Giurisprudenza Penale Web, 2017, 10 – ISSN 2499-846X

In data 27 settembre 2017, il Procuratore Generale presso la Corte d’appello di Genova ha trasmesso i criteri orientativi per il concordato in appello previsti dall’art. 599-bis comma 4 c.p.p., inserito dalla Legge 23 giugno 2017 n. 103, ai sensi del quale «il procuratore generale presso la corte di appello, sentiti i magistrati dell’ufficio e i procuratori della Repubblica del distretto, indica i criteri idonei a orientare la valutazione dei magistrati del pubblico ministero nell’udienza, tenuto conto della tipologia dei reati e della complessità dei procedimenti».

Ricostruito l’istituto, il presente contributo analizza il contenuto dei criteri elaborati dalla Procura Generale presso la Corte d’appello di Genova soffermandosi, in particolare, sulla rivisitazione in chiave premiale che viene proposta, come sembra emergere dalla prospettata esigenza che il c.d. patteggiamento in appello «non appaia come una svendita del procedimento motivata soltanto da esigenze deflattive» e dalla necessità che il Sostituto Procuratore verifichi «eventuali condotte dell’imputato, successive al primo grado, che siano rilevanti».

Come citare il contributo in una bibliografia:
C. Fatta, I criteri orientativi del Procuratore Generale presso la Corte d’appello di Genova in materia di concordato in appello, ovvero un caso concreto di eterogenesi dei fini, in Giurisprudenza Penale Web, 2017, 10

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