Taricco 2 – Il ritorno (sui propri passi?). I controlimiti come questione che “spetta ai giudici nazionali”: cambiano i protagonisti, ma la saga continua

Articolo scritto da Antonella Massaro il 6 dicembre 2017

in Giurisprudenza Penale Web, 2017, 12 – ISSN 2499-846X

La seconda sentenza della Corte di Giustizia relativa al caso Taricco accoglie l’impostazione proposta dalla Corte costituzionale italiana con l’ordinanza n. 24 del 2017: la regola della prima sentenza Taricco risulta confermata, ma la disapplicazione non può avere luogo quando dalla stessa derivi una violazione del principio di legalità dei reati e delle pene a causa dell’insufficiente determinatezza nella legge applicabile o dell’applicazione retroattiva di una normativa che impone un regime di punibilità più severo di quello vigente al momento della commissione del fatto.

La saga Taricco trova dunque il suo episodio conclusivo sul piano dei rapporti tra la Corte costituzionale italiana e la Corte di Giustizia, ma, forse, lascia aperti possibili scenari futuri sul versante dei giudizi nazionali. L’impressione, in effetti, è quella per cui la Corte europea abbia di fatto individuato un limite generale alla disapplicazione, che spetterà poi ai singoli giudici nazionali (come ripete quasi ossessivamente la sentenza Taricco 2) rendere concretamente operativo.

Da ciò deriva una sostanziale metamorfosi dei controlimiti e, in definitiva, un’estromissione della Corte costituzionale, che pure aveva rivendicato con orgoglio il proprio ruolo di “chiusura del sistema”, dal meccanismo in questione.

Come citare il contributo in una bibliografia:
A. Massaro, Taricco 2 – Il ritorno (sui propri passi?). I controlimiti come questione che “spetta ai giudici nazionali”: cambiano i protagonisti, ma la saga continua, in Giurisprudenza Penale Web, 2017, 12

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