Alla ricerca dell’idem factum nei rapporti tra appropriazione indebita e bancarotta fraudolenta patrimoniale

Articolo scritto da Matteo Riccardi il 15 Ottobre 2018

di Matteo Riccardi e Marta Berardi

in Giurisprudenza Penale Web, 2018, 10 – ISSN 2499-846X

Cassazione Penale, Sez. V, 6 giugno 2018 (ud. 15 febbraio 2018), n. 25651
Presidente Fumo, Relatore Settembre

L’analisi dei rapporti intercorrenti tra i delitti di appropriazione indebita e di bancarotta fraudolenta patrimoniale, quali fattispecie incriminatrici caratterizzate da un nucleo di tipicità fortemente affine, fornisce alla Cassazione l’occasione per intervenire nel complesso dibattito relativo all’estensione applicativa della garanzia del ne bis in idem.

La Corte, chiamata a giudicare circa il pericolo di una indebita duplicazione procedimentale e sanzionatoria in riferimento alla medesima condotta di distrazione realizzata da uno stesso soggetto, pur diversamente qualificata in ragione dell’intervento della dichiarazione di fallimento, offre importanti chiarimenti in merito all’esegesi del divieto di secondo giudizio, ponendosi consapevolmente sulla scia della più recente giurisprudenza costituzionale, da un lato, e abbracciando, dall’altro, pur con le opportune integrazioni, la concezione storico-naturalistica dell’identità del fatto ormai costantemente propugnata in sede convenzionale ed eurounitaria.

Come citare il contributo in una bibliografia:
M. Riccardi – M. Berardi, Alla ricerca dell’idem factum nei rapporti tra appropriazione indebita e bancarotta fraudolenta patrimoniale, in Giurisprudenza Penale Web, 2018, 10

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