L’opinione del giudice Wojtyczek nel caso Viola c. Italia

Articolo scritto da Sergio Romice il 19 Novembre 2019

in Giurisprudenza Penale, 2019, 11 – ISSN 2499-846X

Il caso Viola, (v. l’articolo di Marina Silvia Mori – Valentina Alberta, Prime osservazioni sulla sentenza Marcello Viola c. Italia (n. 2) in materia di ergastolo ostativo, in Giurisprudenza Penale Web, 2019, 6) conclusosi con la condanna dell’Italia, sei voti contro uno, per violazione dell’articolo 3 della Convenzione, sta suscitando enorme interesse nell’opinione pubblica e in numerosi studiosi, ma sta alimentando speranze, in coloro che si trovano ristretti in carcere, perché condannati all’ergastolo, per delitti rientranti nei divieti posti dall’art.4 bis primo comma O.P., di poter vedere, come dice la Corte Europea, “rimessa in discussione la presunzione assoluta di pericolosità sociale” ad opera di un Giudice in una “prospettiva di rilascio”.

La decisione sul caso, come accennato, non è stata presa con decisione unanime dai giudici componenti della CEDU. L’opinione dissenziente del giudice Wojtyczek, come di norma avviene per tutte le decisioni della CEDU, è stata resa nota in allegato alla stessa decisione.

Sono numerose le riserve espresse da questo giudice sulla decisione del caso Viola, adottata a maggioranza. Le importanti argomentazioni critiche del giudice dissenziente, seppur non schematizzate nell’allegato, sono riconducibili, da un lato, alla categoria del fatto e, dall’altro, alla categoria del diritto della decisione. Alle critiche in punto di fatto e di diritto, si aggiungono alcune considerazioni che pur sempre in chiave critica della decisione, tendono a “giustificare” la stessa opinione dissenziente.

Come citare il contributo in una bibliografia:
S. Romice, L’opinione del giudice Wojtyczek nel caso Viola c. Italia, in Giurisprudenza Penale, 2019, 11

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