Le Sezioni Unite sulla disciplina di utilizzazione delle intercettazioni in altro procedimento: il divieto ex art. 270, co. 1, c.p.p. non opera nel solo caso in cui fra i reati contestati nei due procedimenti sussista un rapporto di connessione ex art. 12 c.p.p.

Articolo scritto da Sandro Parziale il 8 Febbraio 2020

in Giurisprudenza Penale Web, 2020, 2 – ISSN 2499-846X

Cassazione Penale, Sezioni Unite, Sentenza 2 gennaio 2020 (ud. 28 novembre 2019), n. 51
Presidente Carcano, Relatore Caputo

di Sandro Parziale e Caterina Maria Cova

Con sentenza n. 51 del 2 gennaio 2020 (ud. 28 novembre 2019), già pubblicaca in questa Rivista, ivi, le Sezioni Unite della Corte di Cassazione compongono il contrasto giurisprudenziale in ordine alla portata operativa del divieto di utilizzare i risultati delle intercettazioni in procedimenti diversi da quelli nei quali sono state disposte, di cui all’art. 270, co 1 c.p.p. nelle ipotesi in cui dall’attività di captazione, legittimamente autorizzata, siano emersi elementi utili all’accertamento di reati ulteriori rispetto a quelli oggetto dell’originaria autorizzazione.

Con un’articolata motivazione, le Sezioni Unite, valorizzando i principi costituzionali posti a fondamento della materia e precisando la ratio dell’art. 270, co 1 c.p.p., hanno chiarito che il divieto trova applicazione in tutti i casi in cui non sussistano profili di connessione ex art. 12 c.p.p. fra il reato per cui le intercettazioni sono state disposte e gli eventuali reati emersi successivamente.

Come citare il contributo in una bibliografia:
S. Parziale – C. M. Cova, Le Sezioni Unite sulla disciplina di utilizzazione delle intercettazioni in altro procedimento: il divieto ex art. 270, co. 1, c.p.p. non opera nel solo caso in cui fra i reati contestati nei due procedimenti sussista un rapporto di connessione ex art. 12 c.p.p., in Giurisprudenza Penale Web, 2020, 2

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