Computer Forensics e garanzie processuali: il caso delle prove biometriche (Tesi di laurea)

Prof. Relatore: Paolo Ferrua

Prof. Correlatore: Ugo Pagallo

Ateneo: Università degli studi di Torino

Anno accademico: 2010/2011

Questo elaborato intitolato: “Computer forensics e garanzie processuali: il caso delle prove biometriche” si pone come obiettivo lo studio e l’approfondimento di alcuni temi tipici della procedura penale e dell’informatica giuridica, entrambe caratterizzate dall’assunto di fondo rappresentato dalla filosofia digitale.

Proprio a partire da questi due ultimi aspetti, ci si concentrerà su di una tematica tanto complessa quanto, attualmente, in corso di esplorazione: il rapporto esistente tra la ‘scienza’ ed il ‘diritto’, muovendo da un interrogativo basilare: perché individui innocenti si ritrovano condannati ‘ingiustamente’ o a causa del mancato rispetto delle opportune garanzie processuali, oppure spesso a causa di errori di valutazione della prova nel processo penale?

Si è scelto di organizzare la ricerca in tre differenti parti:

  • capitolo I “Computer Forensics e scienze biometriche: strutture e caratteristiche”;
  • capitolo II “Le Garanzie processuali e le prove biometriche: il rapporto tra scienza e diritto”;
  • capitolo III “La Rivoluzione digitale e l’impatto sulle garanzie processuali”

A partire dal primo studio, si cercherà di illustrare le caratteristiche principali concernenti la Computer forensics nelle sue varie applicazioni pratiche. Dopo aver riproposto i principali temi legati alla digital philosophy, saranno illustrati una serie di strumenti utilizzati nell’ identificazione biometrica degli individui per poi focalizzarsi sui due principali binari delle prove penali biometriche dei nostri tempi: la prova del DNA in tutte le sue forme ed evoluzioni e le ultimissime neuroscienze forensi.

Il secondo studio costituirà il ‘cuore pulsante’ alla base di questa ricerca: sarà rappresentato dalle garanzie processuali fondamentali del processo penale italiano. A partire dalle fondamentali distinzioni epistemologiche tra la ‘scienza’ in senso lato ed il ‘diritto’ – nell’individuazione di una definizione di prova che possa essere ‘comune’ o se non altro sovrapponibile per alcuni versi – si procederà ad illustrare gli elementi correlati alle conseguenti garanzie.

Dopo aver introdotto i fondamenti ed i principi dell’analisi, si cercherà di contestualizzarli in ambito probatorio biometrico (in particolare la prova del DNA), in cui, come si è già avuto modo di esporre in precedenza, è richiesta un’importante collaborazione delle discipline scientifiche, quali le scienza forensi, o meglio ancora, di computer forensics in senso lato.

Conclusa questa prima parte, sempre nel corso del secondo studio, si avrà modo di illustrare le principali evoluzioni dottrinarie e giurisprudenziali in tema di ‘Neuroscienze forensi’.

Infine, nel corso del terzo studio, si cercherà di far emergere una precisa nota critica: la rivoluzione tecnologica e digitale incide sul nostro ordinamento? E che cosa se ne può dedurre per la ricaduta sulle garanzie processuali come diritto di ogni individuo nell’ottica del ‘giusto processo’ e delle garanzie processuali? Come anticipato dal titolo stresso del capitolo III, si cercherà di offrire una risposta quanto più esaustiva possibile nel campo della ‘prova’ penale. In tal senso, per replicare in maniera più esaustiva al quesito che costituisce il filo di Arianna della presente ricerca, sempre e ripetutamente alla luce delle innovazioni tecnologiche nel rapporto con i principi del diritto e le garanzie processuali, è parso opportuno descrivere due case studies: il caso Innocence Project USA relativo alla prova del DNA e la sentenza del famoso caso di Trieste sulle neuroscienze giuridiche; dopo averli introdotti – per mezzo di un curioso esempio tanto futuribile quando attuale (Pre-Crime e analisi predittivo-statistica del reato) – si proverà a trarre alcune conclusioni.

In ultimo, si vuole sottolineare e ribadire come il criterio di studio e di analisi utilizzato per ogni tema trattato in questa tesi sia sempre stato quello del principio “dell’oltre ogni ragionevole dubbio”, pacificamente ritenuto uno dei principi cardine del nostro ordinamento giuridico ed, in secundis, un criterio di riferimento per tutte le discipline scientifiche in senso lato.