Inaugurazione anno giudiziario 2015: le relazioni

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Fonte: www.giustizia.it

Si è tenuta sabato 23 gennaio 2015, nell’Aula Magna della Corte di Cassazione, la tradizionale cerimonia di inaugurazione del nuovo anno giudiziario, alla presenza del Presidente del Senato nell’esercizio delle funzioni di Presidente della Repubblica Pietro Grasso e di rappresentanti del Governo e delle istituzioni.

Il Primo presidente della Suprema Corte Giorgio Santacroce ha letto la Relazione sull’Amministrazione della Giustizia nell’anno 2014 e, al termine, ha dichiarato aperto il nuovo anno giudiziario.

«Rispetto agli anni passati la situazione della giustizia penale – si legge nella Relazione – è lievemente migliorata, anche se nella società italiana è tuttora radicata l’insoddisfazione per un sistema penale che non riesce a salvaguardare i più classici tra i beni giuridici contro alcune forme primordiali di criminalità (dal furto alla rapina, fino allo stupro), che non svolge un’apprezzabile azione dissuasiva contro fenomeni patologici tutt’altro che nuovi ma oggi particolarmente acuti (come la corruzione, l’abuso sui minori, l’usura, il riciclaggio di denaro sporco) e che stenta a mettersi al passo con i tempi, fornendo risposte adeguate a forme di criminalità caratteristiche della nostra epoca (come la criminalità finanziaria, quella ambientale e quella a carattere transnazionale)».

«Sul terreno del diritto penale sostanziale – continua il Presidente Santacroce – va espressa soddisfazione per l’introduzione nel nostro ordinamento, in ottemperanza a quanto imposto da direttive europee (2005/60/CE e 2006/70/CE), del reato di autoriciclaggio, previsto dalla nuova fattispecie di cui all’art. 648-ter, introdotto dalla legge 15 dicembre 2014, n. 186.  Non chiaramente definibili, allo stato, appaiono invece le concrete conseguenze in termini di contrasto alla criminalità operante in contesti mafiosi derivanti dalla riformulazione dell’art. 416-ter cod. pen., relativo alla fattispecie di scambio elettorale politico-mafioso, a opera della legge 17 aprile 2014, n. 62, che ha comunque il pregio di estendere la punibilità al procacciatore di voti appartenente a un sodalizio mafioso. L’anno trascorso è stato poi caratterizzato dalla rilevante incidenza sul trattamento punitivo dei reati in tema di stupefacenti che è derivato dalla sentenza della Corte cost. n. 32 del 2014, la quale ha indotto il legislatore a ridefinire in termini di fattispecie autonoma la condotta relativa ai casi di lieve entità, riguardante indifferentemente droghe “pesanti” e “leggere”, con il d.l. 20 marzo 2014, n. 36 (convertito dalla legge 16 maggio 2014, n. 79); evenienze che hanno indotto non facili problemi interpretativi, sia sui procedimenti definiti sia su quelli in corso».

Successivamente hanno preso la parola il vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura Giovanni Legnini, il ministro della Giustizia Andrea Orlando, il procuratore generale presso la Corte di Cassazione Gianfranco Ciani, il vice avvocato generale dello Stato Salvatore Messineo e il presidente del Consiglio Nazionale Forense Guido Alpa. Sabato 24 gennaio la cerimonia si è svolta presso le Corti di Appello.

Redazione Giurisprudenza Penale

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