In the fight against terrorism, does Article 15 of the ECHR constitute an effective limitation to states’ power to derogate from their human rights obligations?

Il presente contributo pone particolare attenzione all’articolo 15 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU). Oggetto di esame sono anzitutto le ragioni che giustificano l’adozione di deroghe in situazioni di emergenza, evidenziando la differenza tra deroghe e limitazioni. Poiché i diritti convenzionali qualificati come inderogabili costituiscono una limitazione alla libertà d’azione degli stati, la distinzione tra diritti derogabili e non-derogabili è di particolare rilievo in materia. L’analisi della scarsa giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU) sull’articolo 15 CEDU rivela che solo in rare occasioni gli stati hanno fatto ricorso a questa disposizione. Tuttavia, nei casi in cui il potere di deroga è stata invocato, la Corte di Strasburgo ha riconosciuto agli stati membri un ampio margine di apprezzamento nel valutare il rispetto dei requisiti previsti dalla norma in questione. Si deve pertanto concludere che, sebbene in teoria l’articolo 15 CEDU sia stato redatto al fine di limitare la libertà degli Stati di derogare agli obblighi sui diritti umani, in pratica l’ampio potere discrezionale ad essi conferito ne annulla l’efficacia.

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This paper focuses on article 15 of the European Convention of Human Rights (ECHR). It will first examine the reasons justifying derogations in a situation of emergency, by emphasizing the difference between derogations and limitations. Then it will highlight the distinction between derogable and non-derogable rights, which is relevant in this matter, since the qualification of rights as non-derogable constitutes a limitation to states’ freedom of action. The analysis of the scarce jurisprudence of the European Court of Human Rights (ECtHR) will show that only on very few occasions states have relied on Article 15 ECHR. However, when the derogation power has been invoked, the Court has recognized to contracting states a wide margin of appreciation when assessing the compliance with the requirements under this provision. The paper will conclude by arguing that, although in theory Article 15 ECHR should limit states’ right to derogate, in practice the wide discretion left to them nullifies its effectiveness.