La funzione general-preventiva negativa della pena nei reati tributari: tra legittime pretese di lotta all’evasione e irragionevoli inasprimenti sanzionatori.

in Giurisprudenza Penale Web, 2020, 4 – ISSN 2499-846X

di Giuseppe Dell’Anna e Livio Gucciardo

L’inasprimento dell’apparato sanzionatorio penale tributario disposto dal Decreto Fiscale (si veda una prima analisi su questa Rivista), mirato a disincentivare le condotte illecite e generare un maggior gettito a favore dell’Erario, costituisce una interessante occasione per interrogarsi sulla funzione della pena.

L’obiettivo del presente studio è di verificare se gli interventi che si sono susseguiti sul D.Lgs. 74/2000 abbiano effettivamente inciso sulla stima dell’ammontare delle entrate tributarie sottratte al bilancio pubblico o se, al contrario, questa non ne abbia subito alcuna significativa variazione.

L’approfondimento intende così misurare la capacità dissuasiva della pena: acclarare se, in concreto, la scelta di elevare le cornici edittali dei delitti tributari possa disincentivare la commissione di condotte criminose e, infine, se la scelta compiuta col D.L. 124/2019 possa determinare un gettito positivo per l’erario.

Come citare il contributo in una bibliografia:
G. Dell’Anna – L. Gucciardo, La funzione general-preventiva negativa della pena nei reati tributari: tra legittime pretese di lotta all’evasione e irragionevoli inasprimenti sanzionatori, in Giurisprudenza Penale Web, 2020, 4