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La nuova legge sulla protezione degli animali (Legge 6 giugno 2025, n. 82): un passo avanti su una strada lunga

in Giurisprudenza Penale Web, 2025, 12 – ISSN 2499-846X

Il legislatore contemporaneo (e non mi sto riferendo solo a questa legislatura, perché le precedenti si sono mosse più o meno esattamente nella stessa direzione) ha fatto largo uso, e per noi penalisti abuso, del diritto penale, continuando ad accrescere il già pletorico carico di reati del nostro ordinamento.

Il motivo per cui questo è stato fatto è semplice: la legge continua – ingiustamente – a considerare il diritto penale “a costo zero”. La maggioranza delle riforme che introducono nuovi reati non si preoccupano minimamente di reperire le risorse per perseguirli. L’esito è evidente: in un sistema penale già compromesso da un carico di lavoro insostenibile per le forze dell’ordine, le Procure della Repubblica e i Tribunali (e taccio sul sovraffollamento delle carceri), ogni goccia d’acqua entra in un bicchiere che sta già traboccando. È per questo che la stragrande maggioranza delle riforme degli ultimi anni (decenni) introduttive di nuove fattispecie di reato hanno finito per essere tacciate di “diritto penale simbolico”: fattispecie nate per vincere le elezioni, non per vincere la lotta contro la criminalità.

La Legge 6 giugno 2025 n. 82, rubricata “Modifiche al codice penale, al codice di procedura penale e altre disposizioni per l’integrazione e l’armonizzazione della disciplina in materia di reati contro gli animali”  si prospetta come una eccezione da questo punto di vista. Indubbiamente comporta un aggravamento delle pene, tanto detentive che pecuniarie, previste per i reati in materia di tutela degli animali, ma non aggiunge nuove fattispecie criminose, mentre presenta importanti novità su altri piani, che certamente meritano attenzione.

Nel complesso, appare un provvedimento ben concepito, chiaramente frutto di una riflessione attenta da parte di persone che si occupano da tempo di tutela degli animali e che mirano, nella pratica, a rendere più efficiente il sistema, almeno nella parte che riguarda la tutela penale. Non è dunque, in questo caso, plausibile ritenere la riforma al pari di una sterile presa di posizione “animalista”.

Come citare il contributo in una bibliografia:
M. Zanchetti, La nuova legge sulla protezione degli animali (Legge 6 giugno 2025, n. 82): un passo avanti su una strada lunga, in Giurisprudenza Penale Web, 2025, 12