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Le nuove linee guida del CSM in tema di “corretta comunicazione istituzionale”

Con delibera 10 giugno 2026 è stato approvato dal CSM un aggiornamento delle linee guida per l’organizzazione degli uffici ai fini di una corretta comunicazione istituzionale, aggiornamento che tiene conto delle recenti modifiche normative e degli orientamenti elaborati dalla Procura generale della cassazione in materia.

La delibera si muove nel solco di quella dell’11 luglio 2018, confermandone l’ispirazione di fondo volta a garantire e bilanciare la trasparenza e comprensibilità dell’azione giudiziaria, la libertà di informazione, il corretto accesso alle notizie da parte dei media e le garanzie del processo penale, attraverso forme di comunicazione obiettive e misurate.

In particolare, punto di partenza è l’ampliamento della tutela, non più incentrata sulla presunzione di innocenza, ma estesa alla reputazione della persona.

In questa prospettiva, la delibera distingue:

  • comunicazione iniziale
  • comunicazione reattiva
  • comunicazione di aggiornamento (rispetto a evoluzioni del procedimento penale che possano modificare il quadro originariamente rappresentato, sempre a protezione della reputazione degli interessati).

Altra innovazione riguarda l’adeguamento alle modifiche normative in tema di presunzione di innocenza e pubblicazione degli atti, nella prospettiva di evitare che indagato e imputato siano rappresentati come colpevoli prima dell’accertamento definitivo della responsabilità e di preservare il segreto investigativo.

Ancora, la delibera affronta le modalità organizzative della comunicazione istituzionale, con riguardo alle forme (viene privilegiata la forma del comunicato stampa, risultando la conferenza stampa modalità eccezionale e residuale, che necessita di un atto motivato che dia conto della sussistenza dell’interesse pubblico a utilizzare tale strumento comunicativo). Ancora, vengono dettate regole volte a evitare la personalizzazione della comunicazione e a garantire il tracciamento e la conservazione delle attività di comunicazione.

Successivamente, la delibera prende in considerazione la dimensione digitale della comunicazione, declinando le attività organizzative nella prospettiva della protezione della reputazione anche in tale ambito, connotato dalla permanenza delle informazioni.

Tali principi vengono declinati secondo le specificità degli uffici requirenti e degli uffici giudicanti.

Ancora, la delibera prende in considerazione la comunicazione istituzionale del singolo magistrato, sotto il profilo della necessità che essa sia connotata da sobrietà e non si sovrapponga alla comunicazione istituzionale.

Infine, particolare attenzione viene dedicata alla formazione sulla comunicazione, le sue forme e la sua evoluzione.

Redazione Giurisprudenza Penale

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