Imputazione coatta per reato diverso, la decisione spetta alle Sezioni Unite

Articolo scritto da Redazione Giurisprudenza Penale il 28 dicembre 2017

Cassazione Penale, Sez. VI, Ordinanza, 27 dicembre 2017 (ud. 12 ottobre 2017), n. 57598
Presidente Fidelbo, Relatore Mobini

Si segnala l’ordinanza con cui la sesta sezione della Corte di Cassazione ha rimesso alle Sezioni Unite la seguente questione di diritto in tema di ricorribilità in Cassazione del provvedimento del GIP con cui dispone l’imputazione coatta per un reato diverso da quello per cui si procede: «se sia ammissibile il ricorso per cassazione proposto dall’indagato avverso il provvedimento del giudice per le indagini preliminari che respinga la richiesta di archiviazione e disponga la formulazione dell’imputazione, ai sensi dell’art. 409, comma quinto, cod. proc. pen., per un reato diverso da quello per il quale il pubblico ministero ha richiesto l’archiviazione».

Gli Ermellini hanno rilevato come – secondo arresto delle Sezioni Unite – in materia di procedimento di archiviazione, costituisce atto abnorme, in quanto esorbita dai poteri del giudice per le indagini preliminari, sia l’ordine d’imputazione coatta emesso nei confronti di persona non indagata, sia quello emesso nei confronti dell’indagato per reati diversi da quelli per i quali il pubblico ministero ha chiesto l’archiviazione. Alla luce di ciò, si è formato un contrasto tra un’interpretazione che considera non impugnabile tale abnormità da parte dell’indagato, riservandola al solo pubblico ministero e un differente orientamento che ritiene la persona sottoposta a indagini legittimata a ricorrere per Cassazione anche in caso di imputazione coatta per reato diverso da quello per il quale si procede.

Pertanto, la questione è stata rimessa alle Sezioni Unite.

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