Sulla rilevanza delle presunzioni tributarie nel procedimento cautelare reale e nell’accertamento del fatto di reato

Articolo scritto da Matteo Picotti il 7 Gennaio 2019

in Giurisprudenza Penale Web, 2019, 1 – ISSN 2499-846X

Cassazione Penale, Sez. III, 5 ottobre 2018 (ud. 22 maggio 2018), n. 44562
Presidente Cavallo, Relatore Andronio

Il presente contributo afferisce al problematico rapporto, da sempre stridente, fra processo penale e accertamento (presuntivo) tributario. Sul punto, la Corte di Cassazione, con la sentenza in commento, ribadisce un principio soventemente trascurato dalla corti di merito e dai giudici territoriali in tema di presunzioni legali tributarie e loro valore di prova.

La questione trattata dalla Suprema Corte, ampia e con significativi risvolti pratici, a partire dall’origine del “dualismo” fra sanzione tributaria e sanzione penale e dal tema della c.d. “pregiudizialità” tributaria, giunge fino al tema dell’assoluta insufficienza, nell’accertamento della responsabilità penale del contribuente-imputato, delle presunzioni legali tributarie quali elementi di prova del fatto di reato oltre ogni ragionevole dubbio di cui all’art. 533 c.p.p., inteso non solo quale regola di giudizio ma come regola probatoria effettiva.

Come citare il contributo in una bibliografia:
M. Picotti, Sulla rilevanza delle presunzioni tributarie nel procedimento cautelare reale e nell’accertamento del fatto di reato, in Giurisprudenza Penale Web, 2019, 1

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