Perquisizione informatica… e dintorni

Articolo scritto da Mario Griffo il 6 Maggio 2019

in Giurisprudenza Penale Web, 2019, 5 – ISSN 2499-846X

Cassazione Penale, Sez. V, 5 aprile 2019 (ud. 18 marzo 2019), n. 15071
Presidente Sabeone, Relatore Scordamaglia

La Corte di Cassazione, dopo aver ribadito che l’evoluzione tecnologica ha consentito di approntare strumenti informatici del tipo software, solitamente installati in modo occulto su un telefono cellulare, un tablet o un pc, che consentono di captare tutto il traffico dei dati in arrivo o in partenza dal dispositivo e, quindi, anche le conversazioni telefoniche, ha affermato che non è possibile dubitare della inclusione dei programmi informatici denominati spy software nella categoria degli “apparati, strumenti, parti di apparati o di strumenti” diretti all’intercettazione o all’impedimento di comunicazioni o conversazioni telegrafiche o telefoniche tra altre persone, venendo in rilievo una categoria aperta e dinamica, suscettibile di essere implementata per effetto delle innovazioni tecnologiche.

Come citare il contributo in una bibliografia:
M. Griffo, Perquisizione informatica… e dintorni, in Giurisprudenza Penale Web, 2019, 5

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